Google+ La Natura che ci circonda: "U cristareju": il falco che fa lo "Spirito Santo"

mercoledì 25 giugno 2014

"U cristareju": il falco che fa lo "Spirito Santo"

Può capitare durante le passeggiate in campagna o in periferia, di sentire un forte "ki-ki-ki-kiii" ed essere portati ad alzare lo sguardo; in questi casi si possono vedere dei piccoli rapaci volare fra loro o mentre scacciano nervosamente e ferocemente dal loro territorio una poiana, dei corvidi o qualche altro uccello poco gradito. Nel 99,9% dei casi si tratta di Gheppi, dei piccoli predatori della famiglia Falconidae molto diffusi e molto territoriali (dalle mie parti si definirebbe "picculu e malacupatu").
In questa specie si distingue il maschio adulto dalla femmina soprattutto perché, come caratteristiche principali, ha una livrea color mattone con gocciolature nere sul dorso e la testa grigia, con guance e gola bianche, mentre il piumaggio della femmina è marroncino e non presenta la testa grigia; il giovane ha il piumaggio molto simile a quello della femmina.
È possibile vederlo sia in campagna che in ambiente cittadino, dove nidifica anche nelle intercapedini dei palazzi; a seconda dell'habitat in cui si trova, questo animale cambia il tipo di prede, che comunque comprendono topolini, piccoli uccelli e grandi insetti.
Il Gheppio è specializzato nella caccia a topi
e piccoli roditori che identifica tramite una sua particolare capacità: i raggi solari, quando colpiscono l'urina del topo provocano delle radiazioni ultraviolette, che il rapace è in grado di vedere e, seguendole giungere fino alla sua preda (poi deve essere abbastanza bravo da prenderla, e quello è un altro discorso). Una volta catturato il piccolo mammifero, il predatore lo porta rapidamente a morte andando a recidere le sue vertebre cervicali tramite "il dente del becco", ovvero una piccola protuberanza sulla lamina superiore di questa parte anatomica.
Un'altra caratteristica di questa specie, ma non solo, è quella di librarsi in aria sfruttando le correnti ascensionali per restare fermo in volo, avendo il minor dispendio energetico possibile; in questo modo, gli uccelli possono osservare dall'alto il loro territorio, senza affaticarsi eccessivamente e spostandosi in base alle necessità. Proprio per questa sua abitudine a veleggiare, questo piccolo rapace, si è guadagnato al Sud il nome dialettale di "Cristareddu" o "Cristareju", per il fatto che questo particolare tipo di volo viene definito a"Spirito Santo".
A parte il quantitativo esagerato di beccate che mi hanno dato gli esemplari di questa specie, ho potuto notare la sua aggressività verso le Poiane (che comunque sono un po' "grosse e frescone", come si suol dire), ma soprattutto contro le taccole, che normalmente attaccano in gruppo i grossi rapaci, ma che ho potuto vedere messe in fuga da una femmina di Gheppio particolarmente aggressiva, la quale evidentemente non gradiva la presenza di questi 3 corvidi nel suo territorio.

N.B. Le foto di questo post sono state prese (e tagliate) dal sito del C.R.A.S. Siccome non ricordo quali siano le mie e quali quelle degli altri, mi sembra giusto dirlo.
Alla prossima :)

2 commenti:

  1. Eccomi qua. Mi sono unita al tuo blog perché adoro gli animali e tutto mi sembra interessante.
    Ciao ciao
    sinforosa

    RispondiElimina
  2. Ciao Sinforosa :) mi fa veramente piacere che ti piaccia il mio blog, grazie! ^_^ Anche a me piace il tuo e mi piace tanto il lavoro che fai con i bambini. Magari riuscirò ad imparare qualcosa per comportarmi con i miei nipotini,perché con i bimbi non ho proprio pazienza :/

    RispondiElimina

Se volete lasciatemi un segno del vostro passaggio: una vostra impressione, un saluto, una critica. Sarà tutto ben accetto e mi aiuterà a crescere ed andare avanti.