Google+ La Natura che ci circonda

martedì 25 aprile 2017

Benvenuti al mondo

Ebbene, forse non avrei potuto ricominciare a scrivere con argomento migliore, dopo tanto tempo. In realtà oggi contavo di continuare a scrivere un post di "Spiriti della Natura", ma quando sono arrivata a casa a mare, ho presto capito che Tempesta, la mia gatta tricolore delle due trovatelle dello scorso anno, aveva ben altri progetti.
Facendo un giro fra le varie cucce ho notato che in una aveva raspato spostando tutte le coperte, così ho pensato che fosse il posto prescelto.
Immediatamente dopo il mio arrivo Tempesta è venuta a chiamarmi, senza nemmeno darmi il tempo di arrivare a parcheggiare la macchina. Allo stesso modo ha continuato a chiamarmi a sé ogni volta che ho provato ad allontanarmi, cosicché anche la mia idea di pranzo sia andata a farsi benedire, quando ho capito che non le bastava la presenza della sorella.


Ho provato ad accoccolarmi con lei vicino alla cuccia e per un po' sembrava che la piacesse, ma siccome avevo notato che mi richiamava al divano, ho prudentemente piazzato un asciugamani del mare e delle traversine assorbenti prima di sedermici. Finalmente soddisfatta, Tempesta si è accoccolata vicino a me, strusciandosi e prendendo le coccole, fino a quando non ha fatto capire precisamente e senza più alcun dubbio cosa volesse da me. Le contrazioni! Perfetto! Ed io non sono minimamente preparata. Linea diretta con il veterinario per sapere cosa fare  (con la risposta "stalle vicino, non starle troppo appiccicata e lascia fare a lei che sa"). Puntuale come un orologio svizzero, il primo gattino si è affacciato al mondo, mentre sia io che la madre siamo state colte dal panico senza sapere cosa fare. La madre ha cominciato a leccare un po' in giro, prima la mia mano, poi l'asciamani, fino a quando ha trovato il bersaglio (mentre io tempestavo di messaggi il povero, nonché pazientissimo,  amico veterinario). 


Capito come funzionava con il primo, con gli altri è stato decisamente più tranquillo sia per me, che per lei. Al secondo ho pensato che fosse finita, ma mi sbagliavo decisamente...



Al secondo ne è seguito un terzo e poi un quarto. Dopo un po' di riposo è arrivato anche il quinto, podalico, e la gatta si è tranquillizzata e messa ad allattare. 


Ovviamente anche io mi sono calmata, godendomi questo spettacolo meraviglioso e chiamando tutti per annunciare il lieto evento e la nascita dei 5 gattini: 2 grigi, 1 rosso e due bianchi con una macchietta nera sulla testa. 
... 5?

Mentre chiamavo il mio ragazzo per sapere se sarebbe arrivato, la gatta ha improvvisamente cominciato ad agitarsi ed alzarsi nervosamente. Credevo che un gattino bianco fosse rimasto incastrato  e appeso in qualche invoglio fetale, ma poi ho realizzato che la madre li aveva già mangiati tutti. Ad allattare, però, c'era uno solo dei due. Come mai però quell'altro era così bagnato? Tornata a contare i cuccioli bianchi,  ho notato che qualcosa non andava, poiché da sotto il pelo della pancia della mamma, sbucava una codina bianca. 1.... 2.... 3?
Ebbene sì, alla fine è nato anche il sesto! Il tutto con i cani che ad ogni miagolio dei cuccioli si avvicinavano a controllare cosa stesse accadendo, poggiando delicatamente il muso sul divano per annusare i nuovi nati.

Ora sono qui ad attendere per essere sicura che non ci sia anche il numero 7, mentre aspetto che Burrasca decida che è arrivato anche il suo momento.
Benvenuti piccolini.


domenica 25 dicembre 2016

Buon Natale 2016

Un salto al volo ritagliandomi un minuto fra nipoti, regali, pandori, panettoni, cani, gatti e animali vari, solo per augurare a tutti un felice e sereno Natale.


martedì 8 novembre 2016

Insieme (a Patricia) raccontiamo 14

Non so più quanti me ne sono persa, però so che l'incipit mi piace. È tornato "Insieme raccontiamo" di Patricia Moll ed io, come al solito, sono in ritardo. Patricia però è buona e mi fa partecipare lo stesso, quindi andiamo. 
Le regole ormai le sapete, comunque le trovate qui, mentre qui c'è il post di riepilogo di ottobre. 
L'incipit di Patricia lo trovate in verde, mentre in violetto c'è il mio finale (che potrebbe essere una piccola anticipazione dei prossimi episodi di "Spiriti della Natura", chissà). Pronti? Via!


Seduta ai margini del bosco sotto alla vecchia quercia spoglia rimuginava. Un peso le gravava sulla coscienza. Forse era giunta l’ora di liberarsene ma con chi parlarne? A chi rivolgersi? Chi avrebbe capito?
D’un tratto il tappeto di foglie ingiallite dall’autunno scricchiolò vicino a lei. Si voltò.

- Silver hawk? Cosa ci fa Lei qui? -
Il generale di Bosco diamante la osservava con i suoi occhi profondi, rivolgendole uno sguardo dolce e comprensivo.
- Ciao Comandante, disturbo? -
Lei fece un cenno di negazione con la testa, continuando a chiedersi per quale motivo la sentinella fosse lì. Notò un grosso livido sotto l'occhio sinistro, come se gli fosse stato dato un forte pugno. Lui si accorse che lo stava guardando e sorrise.
- È stato Falcorn. - rise - ritiene che sia stata colpa mia... per via del sidro, sai.  Mi ha detto che sei andata da lui furiosa, quasi come se volessi ucciderlo. -
- Mi sembra logico! È un infame! - rispose lei.
- Be' non voglio entrare nel merito dei fatti vostri, ma spero che tu non voglia davvero... -
Lei lo interruppe. - Non ho ancora deciso. Certamente suo fratello non mi sta aiutando, Signore! -
- Probabilmente ha paura di morire, avvicinandosi di nuovo a te... -
Risero entrambi.
Lui si sedette vicino a lei e la osservò porsi la mano sul ventre, mentre lo sguardo si perdeva in un punto lontano, oltre il folto degli alberi. Avrebbe voluto dirle che l'avrebbe aiutata, di non fare scelte sconsiderate, che avrebbero trovato una soluzione. Avrebbe voluto dirle "sono qui, se credi di averne bisogno" ma nessun suono uscì dalla sua bocca. Lei gli sorrise dolcemente, come se avesse compreso e poi scostò lo sguardo, riprendendo a guardare davanti a sé. Improvvisamente era tornata ai suoi pensieri e lui le rimase vicino in silenzio, senza disturbarla, ma solo con il desiderio di farle sentire la sua presenza.

martedì 1 novembre 2016

Birdwatching sulla foce del fiume

Rieccomi qui, dopo tanto tempo. Quest'estate non ho avuto proprio tempo e testa di continuare a scrivere e non nascondo che ho seriamente pensato di pubblicare un ultimo post di congedo. Tuttavia mi sarebbe veramente dispiaciuto chiudere il blog e salutarvi, così eccomi qui e, invece di congedarmi vi racconto una bella esperienza fatta in ottobre. 

Fra le mie amicizie è compreso un ornitologo che sta effettuando una serie di monitoraggi in un'area vicina alla mia azienda. In realtà, quel giorno ci saremmo dovuti fermare da me per fare un po' il punto sull'avifauna presente ma, dopo un breve sopralluogo, Mimmo mi ha proposto di andare sulla foce del fiume. 
Mentre eravamo lì, a due passi dalle abitazioni, ci siamo soffermati a guardare i gabbiani e i beccapesci che si trovano in quel luogo. Poi Mimmo ha schierato la sua attrezzatura (che ha fatto impallidire il mio binocolino) e ci siamo messi all'opera. Mentre ci organizzavamo parlavamo del più e del meno e il mio amico mi spiegava che la zona è adeguata a molti tipi di uccelli e sarebbe possibile anche l'arrivo di un falco pescatore. 
Sulla sponda del fiume sulla quale ci trovavamo, cinque simpaticissimi piovanelli pancianera hanno passato tutto il pomeriggio mangiando e dormendo, senza minimamente preoccuparsi della nostra presenza. Qui si è visto l'occhio dell'ornitologo, poiché io ho impiegato un bel po' a individuarli anche dopo che mi ha indicato il punto.



Mentre eravamo impegnati a osservare i limicoli, lo sguardo è stato attirato da un grosso rapace che volava verso di noi. Un momento di incertezza nell'osservarlo e  ho sentito Mimmo esclamare in preda all'eccitazione: "Un falco pescatore! L'ho chiamato!".




Ho alzato gli occhi e l'ho visto anche io. Pronta con il binocolo a seguire il suo volo, ho potuto godere delle sue magnifiche evoluzioni: scendeva in picchiata sul fiume bagnandosi le zampe, poi risaliva scrollandosi l'acqua dalle penne e volteggiava, arrivando sopra di noi, per tornare nuovamente sul fiume e scendere sull'acqua. Risaliva di nuovo con le zampe vuote e ancora scrollava il piumaggio. I piovanelli pancianera, in quel momento, restavano immobili sul terreno, quasi pietrificati, mentre dall'area in cui si era tuffato il rapace prendevano il volo diversi animali, fra cui uno sgarza ciuffetto, rimasto indietro sui tempi di migrazione.
Il Falco pescatore ha continuato per un po' le sue evoluzioni, mentre noi lo spiavamo senza alcuna osservanza della privacy.
I corvidi non gradiscono la presenza dei rapaci, soprattutto se estranei, così ecco due cornacchie grigie partire dal folto degli alberi per scacciare il pescatore; lui si è allontanato con calma per tornare qualche minuto dopo e ricominciare le sue stupende evoluzioni. Le cornacchie lo scacciavano e ancora lui si allontanava per tornare appena la situazione si mostrava più tranquilla.




Mentre la battaglia aerea si svolgeva in alto, in basso i piovanelli, trasferitisi fra l'erba, si dedicavano alla ricerca di cibo a pochi metri da noi, non curanti della nostra entusiasta presenza mentre Mimmo scattava foto ed io seguivo con il binocolo i volteggi del falco pescatore. Una picchiata, poi un'altra e un'altra ancora. Mentre le cornacchie si preparavano al successivo attacco, il rapace ha decideso che era ora di finirla: un'ultima picchiata lo ha visto entrare in acqua con tutto il corpo e risalire, qualche secondo più tardi, con un bel pescione fra le zampe. Un'ultima scrollata di penne è il Falco pescatore si è congedato, con una certa soddisfazione, da noi e dai fastidiosi corvidi. Un'esperienza da lasciare senza fiato!



Superata l'emozione, siamo tornati dai nostri amici limicoli, che hanno continuato beati a mangiare e bagnarsi nelle acque del fiume, permettendoci di avvicinarci a pochi metri da loro.




Mentre godevamo della loro simpatica presenza, sentendo un certo clamore alle mie spalle mi sono voltata, restando ancora una volta a bocca aperta: un enorme stormo di ardeidi, composto da aironi guardabuoi, cenerini, bianchi maggiori e garzette stava andando a posarsi su un albero sull'altra sponda del fiume, illuminato dal retrostante Sole che giungeva al tramonto. Uno spettacolo che mi ha fatto pensare all'Africa.





Siamo rimasti in contemplazione ancora per un po',  fino a quando la luce ce lo ha permesso, poi, raccolto tutto il materiale, ci siamo allontanati soddisfatti.
Mentre tornavamo alle macchine, come saluto da parte della Natura, un martin pescatore ci è sfilato davanti, andando a posarsi in mezzo alla vegetazione.
Un'esperienza da ripetere assolutamente,  a due passi dalla città.

L'area in cui ci trovavamo è la foce del fiume Corace, al termine del lungomare del quartiere marino di Catanzaro.  Un luogo così andrebbe tutelato e protetto con l'istituzione di una riserva naturale. Spero veramente che si arrivi a farlo, prima di danneggiarla in maniera irreparabile.






Ringrazio Mimmo Bevacqua per le foto (le mie sono solo quelle in cui si vede il bordo nero dovuto al cannocchiale) e, ovviamente, per la bellissima  esperienza.

giovedì 1 settembre 2016

Pillole di incontri

La stagione è finita e così il lavoro in agriturismo; ora si ricomincia con lo studio, ma prima un po' di relax.
Non credo sia un mistero per nessuno il fatto che io mi rilasso in campagna e infatti in questi giorni sto cercando di godermi al massimo la casa, il fresco, il venticello che soffia costantemente qui su, la natura e, ovviamente, gli animali. In questi ultimi giorni, poi, c'è stata una serie di simpatici incontri che ho immortalato.

Il geco volante:




Ovviamente non si tratta di un super rettile, ma di un piccolo geco che si era posizionato in agguato proprio sul vetro della finestra, dando un curiosissimo effetto. Pur essendo mezza addormentata non ho potuto evitare di fermarmi a scattargli qualche foto.

La mascotte




Questo giovane volpacchiotto dalla punta della coda bianca è un frequentatore abituale della stradina che porta a casa mia. Lo incontriamo quasi ogni sera ed evidentemente ha imparato che non siamo  suoi nemici. Ormai quando torniamo a casa lo cerchiamo e se qualcuno lo incontra comunica l'avvistamento agli altri membri della famiglia, tanto per essere tranquilli: "sta bene!"
Ieri l'ho sorpreso mentre mangiava i fichi sotto la pianta è così ho spento la macchina e mi sono fermata a tentare di scattargli una foto. Non è stato particolarmente difficile, poiché si è praticamente messo in posa. :)


Il solitario




L'incontro più strano, però, risale a due giorni fa, anche se questo non è stato casuale, ma bensì una segnalazione; per trovare questo animale mi sono dovuta spostare a mare.
Un giovane fenicottero rosa (ancora grigio), se ne stava beato e incurante dei bagnanti nella foce di un fiume. Tranquillo, perfettamente in salute, dedito alla pulizia e all'alimentazione, restava lì, senza alcun timore.
La gente, tuttavia, non curante del fatto che l'animale fosse in perfetta salute, insisteva sul fatto che andase preso perché solo (tanto che alla fine ho rassicurato parlando di improbabili spostamenti in caso di segnalazione di stormi nelle vicinanze).
In realtà di tratta semplicemente di un giovane esemplare errante che sta spostandosi in volo lungo la costa, fermandosi a fare tappa in vari punti, scatenando allarmismi nella gente. Pochi giorni prima, infatti, ce lo avevano segnalato a diversi chilometri di distanza. Lui comunque sta bene! Oggi pare fosse ancora lì; domani tornerò a controllare come sta e se fosse necessario qualche intervento.


Probabilmente i miei incontri estivi non sono finiti qui, ma devo dire che ognuno di questi tre mi ha lasciato una piccola emozione, che fosse semplicemente espressa da un leggero sorriso o da una sensazione più forte, scaturita dal profondo.
Ora stacco e mi preparo alla notte. Buonanotte.


Con questo post partecipo a:



mercoledì 17 agosto 2016

Che pazienza che ce vo'...

A lavorare con il pubblico!
E chi ha la fobia degli insetti ma vuole la natura e chi si schifa dei gechi ma si lamenta delle zanzare; e chi vorrebbe i cani sempre intorno e chi ha paura di quelli di grossa taglia; e chi vuole il caffè fatto con la Moka e chi vuole l'espresso; e chi vuole la doccia "a telefono" e chi resta chiuso nel box doccia (sì...è successo anche questo); e chi fa il danno è vuole pagarlo (e, rigorosamente con il sorriso a 32 denti, "ma no, si figuri, sono cose che capitano; ora lo sostituiamo") e chi rompe qualcosa e si guarda bene dal dirlo; e chi se ne va un giorno prima e chi resta un giorno in più; e chi critica la colazione e chi manda l'SMS per dire che già gli manca; e chi si frega l'asciugamani e chi si ruba il phon (e siamo già al quarto); e chi prenota per uno e si presenta in due e chi vuole la matrimoniale per tre; e chi la vuole cotta e chi la vuole cruda...
Accontentare tutti è impossibile e cerchi di essere sempre sorridente e disponibile, magari ti fermi a chiacchierare e scopri che alcune persone sono molto simpatiche; poi arriva il cliente che vorresti prendere a schiaffi, quello che crea problemi tanto per il gusto di farlo o che ha palesemente torto e cerchi di spiegarglielo educatamente mentre nega l'evidenza, quello arrogante al quale vorresti gridare "sei un cretino!" e invece resti lì sorridente, pensando che vorresti buttarlo fuori a calci e dirgli di non tornare mai più nella vita. 
Ci vuole pazienza con il pubblico, soprattutto quando ti sei fatto in quattro e leggi certe cose: vorresti rispondere con una sfilza di improperi e invece ti devi necessariamente contenere.
A volte la gente si dimentica che, nonostante il famoso detto "il cliente ha sempre ragione", ci sono sempre delle regole da rispettare: prime fra tutte l'educazione e il buon senso.

lunedì 8 agosto 2016

Insieme raccontiamo.... in ritardo.

Be', sono in ritardissimo, ma una promessa è una promessa e stavolta partecipo "da esterna". La puntata di "Insieme raccontiamo" di luglio non mi ha vista partecipare, ma recupero in ritardo.
Le regole ormai le sapete, d'altronde siamo all'undicesimo appuntamento, quindi non sto a ripetervele (e comunque le trovate qui, mentre qui c'è il post di riepilogo). L'incipit di Patricia in verde e il mio in blu.
Pronti? Andiamo! :)


Odore di muschio. Di foglie in decomposizione.
Nel bosco, sotto a quel guazzabuglio di querce olmi e acacie, alte da sembrare volerlo solleticare e spesso da oscurarlo, il cielo era sparito.
Si chinò ad annusare lo stesso odore di allora quando....


sì, quando? Quanto tempo era passato? 200.000 anni o forse più, e quell'odore pungente era ancora ben impresso nelle sue narici. 
Si guardò intorno. Molte cose sembravano essere cambiate da allora, ma non il bosco, non gli alberi. Quelli erano ancora lì, guardiani senza tempo di un mondo che aveva protetto con coraggio, fino all'ultimo respiro. Adesso i quattro lo avevano richiamato; la minaccia che secoli prima aveva attanagliato il suo regno, era tornata più forte ed agguerrita che mai.
Si sollevò, scrollò le ali infuocate e volse lo sguardo acuto intorno a lui alla ricerca di qualcosa. Eccolo lì! Sorrise. Si avvicinò e lo vide. Il ragazzo era accasciato al suolo, riverso a terra senza vita, immerso in una pozza di sangue. Scosse la testa con aria di disapprovazione.
- Sempre delicato Ippogrifo! Povero ragazzo, che gli avrà mai fatto? -
Una voce alle sue spalle rispose.
- Nulla, ma sono stanco di fare il baby-sitter, Fenix! Mettitelo bene in testa: basta con i mocciosi! -
I quattro guardiani lo osservavano, seduti sulle rocce. Lui li guardò con la coda dell'occhio, con un sorrisetto strafottente impresso sul viso.
- Mi dispiace deluderti, Ippogrifo, ma dovrai continuare ancora a lungo a fare il baby-sitter. -
Così dicendo si avviò verso il corpo del giovane e vi si chinò sopra. 
- Su giovanotto, torna fra noi! Diamo ancora un po' di lavoro a quello sfaticato. -
Sfiorò la salma e questa fu avvolta dalle fiamme, ma non ne venne corrosa. Pochi istanti dopo, al contrario, cominciò a muoversi e si rimise in piedi, uscendo dal fuoco. Nessuna ferita sul corpo.
Frastornato, confuso, il ragazzo cadde svenuto, ma fu afferrato da Fenice, sorridente, che lo pose delicatamente al suolo.
- Riposa piccolo, recupera le forze. Ne avrai bisogno! Avremo parecchio da fare nei prossimi giorni... -